Ci sono donne tutte ancora da scoprire anche dopo che impari a riconoscerne il sorriso ad occhi chiusi e uomini imprevedibilmente stabili che sanno rimanere senza sprofondare in un’immobile abitudine. È raro che s’incontrino, ma se si innamorano ridanno un senso all’universo
Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare!
Una strada dentro, ce l’hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l’incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, la complica. Adesso è uno di quei momenti che la complica.
Entrò nel buio delle coperte e mi coprì tutto il corpo col suo. Stavo sotto di lei a tremare di felicità e di freddo. Le nostre parti combinavano una coincidenza, mano su mano, piede su piede, capelli su capelli, ombelico su ombelico, naso a fianco di naso a respirare solo con quello a bocche unite. Non erano baci, ma combaciamento di due pezzi. Se esiste una tecnica di resurrezione lei la stava applicando. Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, materie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sotto peso di amore. Il suo teneva sotto il mio e il mio reggeva il suo, come fa una terra con la neve.
All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno.
È buio
- Comandante?
- Ué, sì, comanda’, ditemi!
- No, il comandante è lei.
- Troppo buono, comanda’.
- Senta, ci sono problemi?
- Adesso no, grazie. Un po’ raffreddato, magari, ma ringraziando a Dio…
- Ma… la nave?
- Eh.
- Lei dove si trova, ora?
- Sono qui.
- Qui dove?
- Qui, al bar del porto.
- E che cosa ci fa al bar del porto?! Lei deve coordinare i soccorsi!
- Sì, sì, maro’. Li coordino i soccorsi… (A parte) Digli a quelli che devono scendere dalla nave, Peppi’.
- Ma… comandante!
- Comandi!
- E come li coordina i soccorsi dal bar del porto!
- Eh?
- Come li coordina i…
- Scusate un attimo, comanda’. (A parte) Due di zucchero, per cortesia. Ce li avete già i croissant?
- Comandante! Lei deve tornare a bordo!
- A bordo? Comanda’, siete uscito pazzo? Ci sta la nave che affonda, stanno tutti scendendo e io vi pare che salgo?
- Comandante, lei ha abbandonato la nave?
- No, che abbandonato.
- Lei ha abbandonato la nave, sì!
- Ma no, che abbandonato, sto qui, la sto tenendo d’occhio la nave.
- Comandante… ora sono io al comando!
- (A parte) Ah, meno male…
- Le ordino di tornare a bordo!
- A bordo? Ma c’è buio.
- E che cosa vuole fare? Vuole andare a casa?
- Sì, grazie. Se mi mandate un taxi o qualcosa… Solo che io non c’ho spicci, comanda’…
- Lei deve tornare a bordo, cazzo! C’è già un cadavere. Ci sono cadaveri!
- Uh, mammamia. E quanti?
- Me lo deve dire lei quanti!
- 3?
- 3?
- 4, magari?
- …
- Non mi dite che sono 5, maro’, che ho puntato 50 euro col sottoufficiale che erano meno di cinque, non mi fate prendere un…
- Salga a bordo! Cazzo!
- Ma che maniere!
- Le ordino di salire a bordo!
- Ma… scusatemi una domanda, comanda’.
- Che cosa?
- Ma se ora siete voi al comando…
- Sì.
- voi siete al comando adesso, no?
- Sì.
- Ma allora che ci fate giù dalla nave?
- Co… cosa?
- Voi siete al comando, no?
- Sì, cazzo! E le ordino…
- E allora, mi chiedevo, così… che ci state a fa’ giù dalla nave, comanda’?
- Che ci sto a fare?
- Eh. Perché voi dovete salire.
- Eh? salire?
- Ma certo… che figura ci fate se no, comanda’? Guardate che se si accorgono che non siete sulla nave passate un guaio brutto assai…
- Ah… va bene… allora… allora tra poco sarò lì…
- Sì, fate presto, però, che qui sta tutta inclinata…
Fonte: Chinaski77 (http://comediventareilmiocane.blogspot.com/)
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.
Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.
Voglio che tu mi dica tutto quello che ti passa per la mente, che ti sieda accanto a me in una sera qualsiasi e mi dica che non ce la fai, che va tutto storto, che hai paura, che sei felice, che hai visto la tua stella.